CONSULENZE TECNICHE PER LA VALUTAZIONE DEL MOBBING

Dott. Alessio Fanelli

Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni

Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Regione Veneto n° 5251

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IL RUOLO DELLA CONSULENZA NELLA DIMOSTRAZIONE DEL MOBBING

 

Nonostante la via legale rappresenti quella più comunemente battuta da chi subisce azioni di Mobbing, nell'attuale panorama giuridico italiano, non vi è ancora alcuna norma che assicuri certezza di diritto e di tutela, soprattutto in tema di risarcimento e liquidazione, dei danni subiti a causa del Mobbing.

Per tale ragione, oggi, molti tribunali di merito hanno riconosciuto nel Modello Italiano di Mobbing a sette fattori, sviluppato dal dott. Harald Ege, e contenuto nell'omonimo "Metodo Ege 2002" per la rilevazione e quantificazione del Danno da Mobbing, un'importante punto di riferimento nell'esame delle cause di Mobbing. Il Metodo Ege2002, non soltanto è in grado di fornire criteri oggettivi e rigorosi di valutazione del Mobbing non più basati esclusivamente su semplicistiche liste di possibili azioni vessatorie, ma anche di quantificare il c.d. Danno da Mobbing, una specifica forma di pregiudizio collegata al Mobbing e che si affianca, dove possibile, a quella più tradizionale del puro danno biologico.

 

L'importanza di una corretta consulenza da Mobbing, è stata indirettamente confermata anche da una recente sentenza della Cassazione, la N. 6572 del 24.03.06, dove la suprema corte, facendo chiarezza in merito all’accertamento ed alla conseguente risarcibilità dei pregiudizi di natura esistenziale, ha stabilito che anche questa forma di pregiudizio, come gli altri tipi di danno (biologico, professionale,..), deve essere adeguatamente provato e non presunto in re ipsa, come invece alcuni tribunali avevano sentenziato. In sostanza, se fino ad ora la comprovata presenza di Mobbing era automaticamente correlata ad un patito danno esistenziale, adesso occorre invece provare adeguatamente che dal Mobbing è derivato un danno esistenziale. Alla luce di questa pronuncia, una consulenza specialistica permetterebbe non solo di analizzare i fatti oggetto della causa, ma di valutare anche la componente esistenziale del pregiudizio complessivamente patito, che in genere si concretizza nella compromissione sia dell'autostima sia della vita di relazione, sociale e famigliare (Doppio-Mobbing). 

 

Inoltre, non bisogna dimenticare i rischi connessi ad una denuncia non provata di Mobbing. A riguardo voglio ricordare l'ammonimento della Suprema Corte nella famosa sentenza n. 143/2000, secondo cui "Il comportamento del lavoratore che rivolga al capo del personale accuse, poi non provate, di atteggiamenti persecutori nei suoi confronti, può configurare, in base ad una valutazione rimessa al giudice di merito ....., un fatto di gravità tale da vulnerare il rapporto di fiducia esistente tra le parti e da legittimare, quindi, il licenziamento per giusta causa ex art. 2119 c.c.". 

E' chiaro, dunque, che a rimetterci maggiormente altri non è che il presunto soggetto mobbizzato, il quale, in cerca di soluzione al suo problema, se non viene seguito adeguatamente dal professionista a cui si affida, è destinato a pagare di tasca propria le conseguenze di un'azione avventata o inefficace.