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COME
DIMOSTRARE LA PRESENZA DEL MOBBING:
IL MODELLO ITALIANO A SETTE
FATTORI*
Consapevoli che la definizione e l’utilizzo di criteri
oggettivi di riconoscimento costituiscono un punto di partenza imprescindibile
per qualsiasi azione legale si voglia intraprendere, è giusto chiarire che ad
oggi ancora non esistono direttive univocamente stabilite in grado di
regolamentare il fenomeno del Mobbing. Dinanzi a ciò, l'assistenza di un
consulente esperto potrebbe risultare indispensabile per raggiungere il più
elevato grado di obbiettività possibile nella rilevazione del caso, allo
scopo di ottenere un approccio corretto ed efficace al buon esito della
controversia, aumentandone, in tal modo, i margini di successo. Ricordando
alcuni noti precedenti giurisprudenziali (come le ormai note
sentenze del 15/01/01, del 30/01/03 e del 28/01/05 del Tribunale di Forlì sezione lavoro,
la sentenza del Tribunale di Torino del 18/12/02 e quella del Tribunale di
Bari, sezione lavoro, del 20/02/04), possiamo affermare che, nella
dimostrazione del Mobbing, importa, oltre la verifica dei fatti denunciati
dalla vittima, anche la necessità di ricondurre gli stessi all’archetipo
teorico elaborato dalla Psicologia del Lavoro, in caso contrario, ogni
episodio dovrà essere altrimenti catalogato e darà diritto a diversi profili
di tutela risarcitoria a favore di chi ha subito tali condotte. Tale modello di
riferimento, riconosciuto nelle sentenze sopra citate quale importante
strumento probatorio, permette di discriminare il Mobbing da una qualunque
altra situazione conflittuale, grazie all’identificazione tassativa di sette
parametri. Si tratta di sette criteri oggettivi e scientificamente validi che permettono una valutazione rigorosa e
sicura della presenza del Mobbing. Per poter parlare di Mobbing
è dunque necessario analizzare*:
-
l'ambiente
in cui si svolge il conflitto;
-
la
frequenza delle azioni ostili;
-
la
durata delle azioni ostili;
-
il
tipo di azioni ostili subite;
-
il
dislivello tra gli antagonisti;
-
l'andamento
temporale della vicenda secondo fasi successive;
-
la
presenza di un intento persecutorio.
La presenza dei sette parametri nella vicenda in esame è un prerequisito indispensabile per poter
parlare di Mobbing. In caso contrario, non sarà scientificamente possibile parlare di
Mobbing. L'individuazione del Mobbing in una vicenda lavorativa, come abbiamo già visto, a seconda
delle necessità del cliente che lo richiede, può rappresentare il principale
ed unico obiettivo della consulenza, oppure rientrare in una complessa
consulenza ("Metodo Ege 2002") che prevede anche la possibilità di quantificare i danni
esistenziali conseguenti alle vessazioni
patite.
*(Tratto
da H.
Ege, La valutazione peritale del Danno da Mobbing, Giuffrè Milano 2002)
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