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IL
RISARCIMENTO DEI DANNI CONSEGUENTI AL MOBBING*
E'
oramai risaputo che il Mobbing può arrecare un insieme di conseguenze
negative (pregiudizi) che possono coinvolgere più ambiti di vita nella
persona colpita. Il c.d. "Danno da Mobbing" rappresenta un costrutto
in grado di attribuire unitarietà concettuale e logica a tali pregiudizi. In
particolare esso descrive l'insieme di pregiudizi "di natura
strettamente patrimoniale ed esistenziale", poiché il Mobbing è
in grado sia di colpire direttamente il patrimonio - attraverso la perdita
acclarata della professionalità acquisita e/o acquisibile - sia di incidere
negativamente in maniera consistente sull'esistenza della vittima. Queste sue
caratteristiche lo distinguono dunque dal mero danno esistenziale (pur essendo
in esso incluso), nonché da quello puramente biologico eventualmente connesso
a fatti inquadrabili nella fattispecie di Mobbing (vedi sotto). Ma
cerchiamo di capire nello specifico che cosa viene incluso all'interno del
c.d. Danno esistenziale. Per quanto concerne le ripercussioni di tipo esistenziale
queste investono sia la sfera personale sia quella sociale,
come, ad esempio, la diminuzione di interesse nella vita privata e nel tempo libero, il calo o la scomparsa del
desiderio sessuale, il minor tempo dedicato ai figli, la perdita della fiducia in se stessi, fino alle crisi
coniugali. La componente patrimoniale nasce invece dallo stretto legame che unisce il
Mobbing
all'ambito occupazionale e lavorativo dal quale prende vita. Basti pensare solo ad alcune delle azioni di Mobbing più comuni, come
le decurtazioni di stipendio o la perdita del lavoro, le lesioni all'immagine professionale, le mancate
promozioni, i trasferimenti illegittimi, le multe e le sanzioni disciplinari, il blocco di informazioni o i
sabotaggi, oltre alle conseguenze sulle proprie capacità psicofisiche come le difficoltà
di memoria e concentrazione, la paralisi della creatività, l'annullamento dello spirito di
iniziativa, ect. E'
giusto precisare che una volta accertata la condotta mobbizzante,
questa forma di danno/pregiudizio è automaticamente presente in quanto connaturato
all'essenza stessa del Mobbing.
Il Metodo Ege 2002, consente non solo
l'accertamento del Mobbing, ma anche la valutazione dello specifico
pregiudizio derivante dalla condotta illecita e la sua monetizzazione a fini
giuridici risarcitori. Molti ritengono che non si possa
quantificare matematicamente un danno per sua natura sfuggevole e soggettivo come appunto è il
c.d. Danno da Mobbing
e che quindi la sua valutazione debba avvenire a discrezione del giudice secondo
equità. Una tale valutazione, tuttavia, è per forza di cose soggetta a fattori soggettivi del Giudicante, quali le sue
opinioni e la sua sensibilità, e per questo ha portato spesso a decisioni incongrue e disparità di trattamento delle vittime.
Tali rischi possono essere sostanzialmente ridotti richiamandosi ad un procedimento di valutazione matematico e oggettivo del
Danno da Mobbing, in grado di fornire al giudice una base di calcolo rigorosa e scientifica, fondata
su parametri che sono si in parte patrimoniali ma che, proprio per questo, gli potranno consentire di distinguere equamente le
differenti posizioni soggettive.
In tema di danno è opportuno sottolineare che il Mobbing può incidere direttamente anche sullo stato di salute della vittima, rendendola più vulnerabile a patologie di natura psichica o fisica. Questa parte di danno,
non necessariamente presente, di natura prettamente biologica, investe la salute, ed è di competenza esclusivamente
medico legale,
perciò non deve essere confusa con il c.d. Danno da Mobbing così come è stato definito in precedenza. La richiesta di risarcimento
del "danno biologico da Mobbing", se presente, può essere comunque affiancata a quella relativa al
c.d. Danno da Mobbing.
*(Tratto
da H. Ege, La valutazione peritale del Danno da Mobbing, Giuffrè Milano 2002)
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